mercoledì 26 aprile 2017

Il pilastro europeo dei diritti sociali è realtà: la Commissione adotta le prime iniziative concrete

Sebbene la maggior parte degli strumenti per realizzare il pilastro siano nelle mani degli Stati membri, delle parti sociali e della società civile, le istituzioni dell'Unione europea, e in particolare la Commissione, possono dare il proprio contributo definendo il quadro e la direzione da seguire. Oltre al pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione presenta oggi anche una serie di iniziative legislative e non legislative concernenti l'equilibrio tra attività professionale e vita privata, l'informazione dei lavoratori, l'accesso alla protezione sociale e l'orario di lavoro.
Messe a punto sotto la guida del Vicepresidente Dombrovskis e del primo Vicepresidente Timmermans, esse comprendono anzitutto una proposta intesa a consentire ai genitori e ai prestatori di assistenza che lavorano di conciliare la vita familiare e l'attività professionale.
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La proposta relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare stabilisce una serie di standard minimi nuovi o più elevati per il congedo di paternità, il congedo parentale e il congedo per i prestatori di assistenza. Essa introduce il diritto per cui i padri possono prendere un periodo di congedo di durata non inferiore a 10 giorni lavorativi in occasione della nascita di un figlio. La proposta prevede inoltre che il diritto a quattro mesi di congedo parentale possa essere utilizzato fino ai 12 anni di età del figlio, rispetto all'attuale linea guida non vincolante degli 8 anni di età. Il congedo parentale di quattro mesi diventa inoltre un diritto individuale delle madri e dei padri, e in quanto tale non è trasferibile all'altro genitore: un potente incentivo affinché anche gli uomini vi facciano ricorso. Viene inoltre introdotto per la prima volta un congedo di cinque giorni l'anno per i prestatori di assistenza, in caso di malattia di un parente diretto. Tutte queste modalità di congedo familiare saranno retribuite almeno al livello del congedo di malattia. La proposta concederà inoltre ai genitori di bambini fino a 12 anni di età e ai prestatori di assistenza il diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili, quali l'orario di lavoro flessibile o ridotto o la flessibilità per quanto concerne il luogo di lavoro. Essa tiene conto delle esigenze delle piccole e medie imprese e cerca di fare in modo che non ne risentano in maniera sproporzionata.
Le misure proposte intendono in particolare accrescere le opportunità per gli uomini di assumersi responsabilità genitoriali e di assistenza. Oltre a recare benefici per i bambini, esse contribuiranno ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, riducendo la disparità tra uomini e donne nell'occupazione, che nel 2015 ammontava ancora all'11,6 % e tocca addirittura quota 30 % nel caso delle famiglie con bambini di età inferiore a 6 anni. Si tratta di uno degli elementi alla base del divario retributivo di genere (16,3 %) e del divario pensionistico di genere (40 %). Gli Stati membri possono affidare alle parti sociali l'attuazione di questa direttiva purché siano garantiti i risultati che essa persegue.
Oltre alla proposta legislativa, la Commissione vara oggi anche due consultazioni delle parti sociali, a testimonianza dell'importanza del loro contributo alla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali e in linea con il ruolo conferito loro dai trattati. La prima consultazione delle parti sociali riguarda l'ammodernamento delle norme sui contratti di lavoro. La direttiva sulle dichiarazioni scritte (91/533/CEE) riconosce ai lavoratori, all'inizio di un nuovo rapporto di lavoro, il diritto di ricevere comunicazione scritta in merito ai suoi aspetti essenziali. Tale diritto rimane estremamente pertinente, ma potrebbe dover essere adeguato alla luce delle nuove realtà e delle nuove pratiche nei mercati del lavoro per garantire condizioni di lavoro eque anche in un mondo del lavoro che cambia. La Commissione intende pertanto avviare un dibattito relativo alle garanzie minime che devono essere riconosciute a tutti i lavoratori, compresi quelli che occupano posizioni di lavoro atipico. La Commissione mira a proporre una revisione della direttiva entro la fine dell'anno.
La Commissione sta inoltre avviando una consultazione delle parti sociali sull'accesso alla protezione sociale al fine di definire possibili nuove norme in materia. I diritti e gli obblighi associati alla protezione sociale sono stati sviluppati nel corso del tempo principalmente per i lavoratori assunti con contratti standard, ma non sono ancora sufficientemente evoluti per le persone che esercitano attività di lavoro autonomo o atipico. Le modalità di lavoro più flessibili odierne offrono nuove opportunità, soprattutto per i giovani, ma possono dare luogo a nuove precarietà e disparità. La Commissione vuole colmare i divari e vagliare modalità per garantire a tutti i lavoratori l'accesso a sistemi di protezione sociale e servizi per l'occupazione sulla base del loro contributo.
La Commissione ha infine adottato oggi un chiarimento della direttiva sull'orario di lavoro, che fornisce orientamenti per l'interpretazione di vari aspetti della direttiva in linea con un corpus normativo sempre più ampio. In questo modo si aiuteranno gli Stati membri ad attuare correttamente l'acquis e ad evitare nuove infrazioni. (...)

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