mercoledì 18 marzo 2015

Per memoria: Lavori in corso nella UE sull'Economia Circolare

Economia Circolare 2.0
Nel corso dell’ultima riunione del comitato dedicato alle questioni energetico-ambientali di Eurocommerce, avvenuta mercoledì 11 marzo, si è affrontato anche il tema del rilancio della strategia europea per una “economia circolare”, la cui prima versione presentata solo nel 2014 era già stata archiviata dalla nuova Commissione di Junker.
La strategia riguardava principalmente le questioni legate alla gestione dei rifiuti e agli obiettivi di riciclaggio, e la stessa Commissione Junker con la decisione di ritirare la proposta presentata, si è impegnata a presentare una strategia “ancora più ambiziosa” entro la fine dell’anno 2015.
Herbert Aichinger, funzionario della DG ENV, ha spiegato che attualmente la Commissione europea ha in effetti creato 8 gruppi di lavoro con gli Stati membri per scrivere la nuova versione della strategia. L’obiettivo ideale della Commissione europea è quello di intervenire non più solo nella fase finale della vita dei prodotti (rifiuti, riciclo, ecc.) ma anche nelle fasi precedenti di creazione e realizzazione, al fine di portare gli operatori a creare dei prodotti con elementi di design e/o utilizzo di materiali più facilmente riciclabili/riutilizzabili. La proposta dovrebbe quindi estendersi verso nuove aree, che devono tuttavia ancora essere individuate (nessun riferimento specifico a tipi di materiali/design..). La proposta non dovrebbe essere unita ad altre normative, quali il regolamento REACH sugli agenti chimici o la direttiva quadro Ecodesign.
Relativamente alla “responsabilità estesa del produttore” è stata accolta positivamente la proposta di alcuni membri di Eurocommerce di uniformare i criteri minimi richiesti (minimum requirement criteria) e gli obiettivi di riciclo, che al momento divergono notevolmente tra gli Stati membri.
Rispetto alla esistenza di una possibile concorrenza distorta da parte di operatori che vendono on-line (modalità di vendita che attualmente rappresenta circa il 10% del mercato) prodotti provenienti da altri Paesi (tipo “Ali Baba”), che sfuggono da normative come la “responsabilità estesa del produttore” (che comunque ha delle difficoltà di applicazione anche a livello transnazionale tra gli stessi Paesi UE), Aichinger ha risposto che la questione deve essere affrontata ma riguarda più l’ambito relativo alla regolamentazione del commercio internazionale, che a quello ambientale.
Le PMI sono sempre al centro dell’attenzione della Commissione, anche nella elaborazione di questa proposta, che dovrebbe essere presentata nel corso del prossimo autunno.
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