Una nuova proposta per modernizzare gli appalti pubblici in Europa
Oggi, la Commissione Europea ha presentato la sua proposta di regolamento che riproponga il quadro degli appalti pubblici dell'UE.
La proposta mira a garantire che gli appalti pubblici rimangano adatti a un'economia in rapido cambiamento, rendendo le procedure più efficienti, più digitali e più accessibili in tutto il Mercato Unico.
Tra le misure proposte:
• Semplificare le regole sugli appalti pubblici e renderle più flessibili – riducendo il numero di procedure da 6 a 4 e offrendo maggiore flessibilità agli acquirenti pubblici
• Rendere le regole sugli appalti più coerenti – consolidando 3 direttive esistenti e vari atti settoriali in un'unica normativa
• Facilitare la partecipazione delle aziende e aumentare la trasparenza – istituire un mercato digitale che colleghi i sistemi di e-procurement degli Stati membri
• Attribuire maggiore peso alla qualità a lungo termine nell'assegnazione dei contratti – rendendo il 'miglior rapporto prezzo-qualità' il criterio standard di assegnazione, offrendo al contempo agli acquirenti pubblici flessibilità nel definire la qualità
• Utilizzare gli appalti pubblici per sostenere obiettivi strategici – aumentando l'adozione degli appalti strategici, inclusi sicurezza e autonomia strategica, nonché considerazioni sociali, ambientali e di innovazione
Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del PIL dell'UE, rendendolo uno degli strumenti economici più importanti d'Europa.
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Dalle Domande e Risposte:
Cosa significa "preferenza europea" per l'UE e per i paesi terzi?
L'atto proposto istituisce un nuovo quadro comune dell'UE per i meccanismi di preferenza europei, al fine di garantire che la spesa pubblica sostenga la sicurezza, la resilienza e la concorrenza leale dell'UE riducendo le dipendenze dannose, contrastando le pratiche sleali e rafforzando la capacità industriale europea.
Tale quadro orizzontale stabilisce le norme generali per i casi in cui la legislazione settoriale richiede l'applicazione della preferenza dell'UE o di altre restrizioni, salvo diversa disposizione. Più specificamente, chiarisce quali operatori e prodotti sono coperti dagli impegni internazionali dell'UE in materia di appalti, come l'accordo sugli appalti pubblici dell'OMC o i pertinenti accordi di libero scambio, e hanno pertanto pieno accesso ai mercati degli appalti dell'UE, e quelli che non lo sono.
Uno strumento online dedicato della Commissione aiuterà gli acquirenti a determinare l'origine del fornitore e del prodotto e a individuare i requisiti applicabili.
Gli acquirenti pubblici avranno quindi la possibilità di escludere le offerte provenienti da paesi terzi con i quali l'UE non ha impegni in materia di appalti internazionali.
La legge codifica inoltre la giurisprudenza esistente, confermando che gli acquirenti pubblici possono applicare i requisiti di preferenza europea agli operatori, ai prodotti o ai servizi non contemplati. Qualora gli interessi strategici dell'Unione lo richiedano, ad esempio in caso di minacce alla sicurezza economica o alla sicurezza dell'approvvigionamento, o qualora un partner commerciale non conceda l'accesso ai suoi mercati degli appalti agli operatori dell'UE nonostante un impegno giuridico in tal senso, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati che rendano obbligatori tali requisiti, in linea con gli obblighi giuridici internazionali dell'UE. (...)

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