mercoledì 10 giugno 2026

La Commissione pubblica un codice di buone pratiche sulla marcatura e l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa

 
(...)  Il codice è volontario e stabilisce misure pratiche per aiutare i fornitori e gli operatori di sistemi di intelligenza artificiale generativa (IA) a rispettare gli obblighi di trasparenza della legge sull'IA che si applicheranno a decorrere dal 2 agosto 2026.
A partire da tale data, la legge sull'IA richiederà un'etichettatura chiara nei casi chiave. (...)
 

Segnalazione da EU Economy and Finance - Finanziamento stabile per le priorità stabilite nel bilancio annuale per il 2027

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
💶 Oggi la Commissione europea ha presentato la proposta di bilancio annuale dell’UE per il 2027, che ammonta a 200 miliardi di euro in impegni destinati a sostenere le priorità politiche fondamentali dell’Unione in un contesto globale sempre più complesso. 
La proposta fa seguito a una serie di sviluppi critici verificatisi negli ultimi anni, tra cui una pandemia globale, una crisi energetica e l’aumento dell’inflazione, il ritorno della guerra nel continente europeo, nonché crescenti tensioni geopolitiche. 
 
 Le priorità principali includono: 
🤝 Il sostegno continuo all'Ucraina attraverso lo Strumento per l'Ucraina e il Prestito di sostegno all'Ucraina 
🛡️ Il rafforzamento della sicurezza e della preparazione della difesa in Europa, compresi gli investimenti nella ricerca in materia di difesa, nella capacità industriale, nella mobilità militare e nella resilienza strategica. In particolare, sostenendo l'attuazione del Piano ReArm Europe/Readiness 2030 e integrando lo strumento Security Action for Europe (SAFE)   
🚆 Il potenziamento della competitività attraverso un aumento dei finanziamenti a programmi di punta quali Erasmus+, il Meccanismo per collegare l’Europa e il programma per il mercato unico 
🌱 Il sostegno continuo all’agricoltura, alla sicurezza alimentare e allo sviluppo delle zone rurali in tutta l’UE 
🏘️ Maggiori opportunità di finanziamento per gli Stati membri in priorità emergenti quali l’edilizia a prezzi accessibili, la resilienza idrica, la transizione energetica e la difesa attraverso la politica di coesione 🤝 Risorse aggiuntive per sostenere l'attuazione del Patto sull'asilo e la migrazione.
Il bilancio proposto riflette la determinazione dell'UE ad affrontare le esigenze immediate, investendo al contempo in un'Europa più sicura, competitiva e resiliente per gli anni a venire. 
🔗Per saperne di più: collegamento

Bilancio europeo: più forti insieme - Rappresentanza in Italia

 
 
 
 
 
 
 
 (...)  La campagna prende il via in Italia il 10 giugno 2026 ed è pensata per far arrivare le storie dei cittadini beneficiari al più ampio pubblico possibile, ed in particolare nei territori di appartenenza dei tre volti protagonisti: Veneto, Piemonte e Umbria. Strade, piazze, trasporti pubblici di Venezia, Padova, Torino, Perugia e l’aeroporto di Roma Fiumicino ospiteranno affissioni, mentre quotidiani nazionali e locali, piattaforme digitali e social media daranno spazio al racconto dei protagonisti della campagna anche attraverso dei brevi video. Con questa iniziativa, l’Unione europea sottolinea l’importanza dell’azione comune per costruire insieme un futuro più resiliente, innovativo e inclusivo, capace di rispondere alle sfide attuali e future. 
 
I racconti, le immagini e i video al centro della campagna di comunicazione sono disponibili  su questa pagina e sui canali social di @europainItalia (X, Facebook, Instagram, YouTube).  
Puoi trovare qui la cartella stampa.  (...) 

 

Semplificazione: il Consiglio e il Parlamento raggiungono un accordo per aiutare le imprese in crescita a prosperare e accelerare la digitalizzazione

 
Oggi, la presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su diverse nuove leggi che fanno parte del cosiddetto pacchetto legislativo «Omnibus IV». L'accordo provvisorio riguarda la legislazione sulle piccole e medie imprese, nonché sulla digitalizzazione e sulle specifiche comuni

 
Obiettivi della nuova legislazione

Le nuove leggi sulla digitalizzazione e sulle specifiche comuni mirano a digitalizzare i requisiti fisici esistenti applicando il principio del «digitale di default» e introducono una procedura che consente alla Commissione di elaborare specifiche comuni in diversi atti giuridici.

Inoltre, un'altra nuova direttiva e un nuovo regolamento mirano a estendere alcune misure di mitigazione e di sostegno disponibili per le piccole e medie imprese (PMI) alle imprese che hanno superato la definizione di PMI, le cosiddette piccole imprese a media capitalizzazione (SMC). Si ritiene che queste imprese svolgano un ruolo fondamentale nell’economia dell’UE, fornendo il 6% dell’occupazione complessiva, e siano fortemente presenti in settori chiave per la competitività dell’UE, quali l’elettronica, l’aerospaziale e la difesa, l’energia, le industrie ad alta intensità energetica e la sanità.

La definizione di una nuova categoria di piccole imprese a media capitalizzazione dovrebbe contribuire a:
evitare un brusco cambiamento e consentire una transizione graduale delle PMI verso le SMC    consentire alle SMC di mantenere lo stesso contesto favorevole di cui godevano quando erano PMI offrire migliori incentivi alle PMI per la loro crescita

Le nuove leggi modificano 20 atti legislativi dell'UE in materia di prodotti nell'ambito delle norme del mercato unico sulla digitalizzazione e sulle specifiche comuni. Esse fanno seguito a una strategia più ampia volta a dare priorità ai formati digitali con l'obiettivo di eliminare i requisiti cartacei nella legislazione sui prodotti.

In particolare, la nuova legislazione prevede la digitalizzazione della dichiarazione di conformità UE, nonché gli scambi tra le autorità nazionali competenti e gli operatori economici. 
Le nuove leggi offrono inoltre ai fabbricanti la possibilità di fornire agli utenti le istruzioni per l'uso in formato digitale anziché cartaceo. 
Inoltre, la nuova legislazione introduce soluzioni alternative per dimostrare la conformità di un prodotto alle norme dell'UE tramite una «specifica comune» anziché norme armonizzate in alcune situazioni eccezionali. 
Ciò offrirà maggiore certezza giuridica, ridurrà i costi e aumenterà la competitività. 

 
Accordo provvisorio sulla digitalizzazione e sulle specifiche comuni

Per quanto riguarda la digitalizzazione e le specifiche comuni, i colegislatori hanno sostanzialmente mantenuto l’orientamento della proposta della Commissione, modificando tuttavia diversi elementi tecnici specifici dei rispettivi atti legislativi.

L’accordo provvisorio introduce ulteriori chiarimenti in merito all’accesso alle informazioni disponibili in formato digitale e al «contatto digitale» di un’impresa.

Il testo garantisce inoltre che, nei casi in cui sussista il rischio di gravi danni per i consumatori, le informazioni di sicurezza siano sempre disponibili in formato cartaceo. I colegislatori hanno allineato i testi sulle specifiche comuni all’approccio concordato lo scorso anno nel regolamento sulla «sicurezza dei giocattoli» (articolo 14), conferendo alla Commissione ulteriori poteri in alcune situazioni eccezionali.

L'accordo provvisorio chiarisce che le specifiche comuni dovrebbero servire solo come opzione di ripiego quando le norme armonizzate non sono disponibili o sono insufficienti, promuovendo così la coerenza nell'ambito dell'acquis dell'UE.

Infine, i colegislatori hanno prorogato il termine di recepimento della direttiva a 24 mesi per dare agli Stati membri tempo sufficiente per attuare le modifiche. 
 
 
Prossimi passi

L'accordo provvisorio deve ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di essere sottoposto a revisione giuridica e linguistica in vista dell'adozione formale degli atti da parte dei colegislatori in una fase successiva. (...) 
 

Guida pratica alla conformità normativa in materia di sostanze chimiche nell'UE | LinkedIn - Eu Business

Guida pratica alla conformità normativa in materia di sostanze chimiche nell'UE | LinkedIn Eu Business
 
Se la vostra azienda produce, importa, distribuisce o utilizza sostanze chimiche nell’UE, la conformità inizia molto prima che un prodotto raggiunga il mercato. Dalle vernici e dai detergenti ai mobili, all’elettronica e ai tessili, le norme dell’UE in materia di sostanze chimiche interessano molte più aziende di quanto molti imprenditori credano. Anche se la vostra azienda non fa parte dell’«industria chimica», potreste comunque avere degli obblighi se i vostri prodotti contengono sostanze chimiche.

Comprendere i fondamenti può aiutarti a evitare ritardi, restrizioni e costi imprevisti. Può anche rafforzare la fiducia nei tuoi prodotti e migliorare la comunicazione lungo tutta la tua catena di approvvigionamento. È qui che Your Europe può aiutarti, raccogliendo le informazioni chiave di cui hai bisogno per capire come funziona nella pratica la conformità alle norme UE in materia di sostanze chimiche. 

Verificate se il regolamento REACH si applica alla vostra attività

La conformità alle normative sulle sostanze chimiche parte da una domanda fondamentale: quale ruolo svolge la vostra azienda nella catena di approvvigionamento? Ai sensi del regolamento REACH, acronimo di Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche, le responsabilità variano a seconda che la vostra azienda produca, importi, distribuisca o utilizzi sostanze chimiche nelle proprie attività.

Per i produttori, REACH comporta solitamente la registrazione delle sostanze prodotte in quantità pari o superiori a una tonnellata all'anno prima che possano essere vendute sul mercato dell'UE. Ciò include l'identificazione dei potenziali rischi legati alla sostanza e la preparazione della documentazione su come utilizzarla in modo sicuro.

Anche gli importatori possono avere obblighi di registrazione, anche se non importano sostanze chimiche direttamente. Prodotti come mobili, tessuti, prodotti per la pulizia, vernici o apparecchiature elettriche possono contenere sostanze soggette alle norme REACH. Se la vostra azienda importa questi beni da paesi al di fuori dell'UE, potreste comunque essere tenuti a verificare se è richiesta la registrazione.

I distributori devono garantire che i prodotti siano stoccati, manipolati e forniti con le corrette informazioni di sicurezza, comprese le schede di sicurezza ove richiesto.

Per le aziende che utilizzano sostanze chimiche nell'ambito delle loro attività, la conformità si concentra spesso sul rispetto delle misure di sicurezza fornite dai fornitori. Ciò può includere la verifica che l’uso previsto di una sostanza sia coperto dalla registrazione del fornitore e l’applicazione delle misure di gestione dei rischi raccomandate sul posto di lavoro.

Una delle regole più importanti da ricordare è che le sostanze non registrate non possono essere legalmente commercializzate o utilizzate nell’UE. Ecco perché è essenziale comprendere tempestivamente il proprio ruolo, soprattutto per le imprese che operano a livello transfrontaliero o che importano prodotti da paesi extra UE. Per saperne di più su come funziona REACH nella pratica, visita il sito Your Europe.

Scopri come classificare ed etichettare correttamente le sostanze chimiche pericolose

Una volta immesse sul mercato, le sostanze pericolose devono essere gestite dalle aziende nel rispetto del regolamento UE sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio (CLP). Queste norme garantiscono che lavoratori, consumatori e autorità possano comprendere chiaramente i rischi associati alle sostanze chimiche pericolose attraverso etichette, pittogrammi e informazioni di sicurezza standardizzati.

In pratica, le aziende devono innanzitutto stabilire se una sostanza o una miscela presenti rischi per la salute umana o per l'ambiente. Sulla base di tale valutazione, i prodotti devono poi essere correttamente classificati, etichettati e imballati secondo le norme UE.

Ad esempio, prodotti quali detergenti industriali, solventi, vernici, adesivi o determinati prodotti per la pulizia possono richiedere la presenza di pittogrammi di pericolo, frasi di avvertenza e istruzioni di sicurezza dettagliate direttamente sull’imballaggio. Le miscele pericolose devono inoltre includere un codice UFI (Unique Formula Identifier), che consente ai centri antiveleni di identificare rapidamente i prodotti in situazioni di emergenza.

Se la vostra azienda immette per la prima volta sostanze pericolose sul mercato dell'UE, dovete inoltre comunicare le informazioni relative alla classificazione e all'etichettatura all'Inventario di classificazione ed etichettatura gestito dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Le notifiche sono gratuite e di norma devono essere completate entro un mese dall'immissione del prodotto sul mercato.

I vostri obblighi possono variare a seconda del vostro ruolo nella catena di approvvigionamento. Produttori, importatori, distributori, formulatori e rivenditori possono avere responsabilità diverse ai sensi delle norme CLP, e Your Europe fornisce una panoramica delle misure pratiche necessarie per la conformità
 

Ridurre i costi di conformità grazie agli strumenti di preparazione e di supporto dell'UE

Per molte PMI, la conformità alle normative sulle sostanze chimiche può sembrare costosa o complessa, soprattutto quando si tratta di registrazioni, valutazioni di sicurezza o requisiti UE in continua evoluzione. Tuttavia, nella pratica, esistono strumenti di supporto che possono rendere il processo molto più agevole.

Ai sensi del regolamento REACH, le imprese possono dover sostenere costi legati alle tasse di registrazione, alla condivisione dei dati, alle valutazioni di sicurezza o ai requisiti di prova. L'importo esatto dipende dal tipo di presentazione e dal ruolo che la vostra impresa svolge nella catena di approvvigionamento. Le PMI beneficiano di tariffe ridotte, il che può alleggerire in modo significativo l'onere finanziario per le aziende più piccole.

Uno dei modi più pratici per ridurre i costi è la cooperazione. Le imprese che registrano la stessa sostanza sono incoraggiate a condividere i dati e a collaborare ove possibile, contribuendo così a evitare test duplicati e spese inutili.

Per supportare le imprese in questo processo, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) fornisce documenti di orientamento, strumenti di supporto alle PMI e risorse IT pratiche che aiutano le aziende a comprendere i propri obblighi e a gestire le registrazioni in modo più efficiente. Soprattutto per le imprese più piccole, queste risorse possono aiutare a trasformare una legislazione complessa in azioni quotidiane più concrete.

Rafforzare la fiducia nel mercato con prodotti sicuri e conformi

La conformità in materia di sostanze chimiche contribuisce a costruire un mercato UE più sicuro, trasparente e affidabile. Le imprese che comprendono le proprie responsabilità possono adattarsi alle mutevoli aspettative in materia di sicurezza.

Se produci prodotti, importi merci o lavori con sostanze chimiche nell’ambito delle tue attività, visita il portale Your Europe per trovare le risorse che possono aiutarti a orientarti nella legislazione UE sulle sostanze chimiche in modo più chiaro e sicuro.

Segnalazione da EPRS - La limitazione dell'accesso dei minori ai social media

La limitazione dell'accesso dei minori ai social media è un dibattito destinato a intensificarsi, dato che i paesi dell'UE stanno spingendo per una maggiore protezione dei minori online. 

🔹 Perché si discute dell'accesso dei minori ai social media? Le crescenti preoccupazioni relative all'impatto dei social media sui minori hanno spinto i governi di tutto il mondo, compresi diversi Stati membri dell'UE, a valutare la possibilità di limitare l'accesso dei minori. Ciò segna una chiara accelerazione rispetto agli anni precedenti, quando solo pochi paesi stavano prendendo in considerazione tali misure. 

🔹 Qual è il quadro giuridico dell'UE? Attualmente non esiste un'età minima unica per l'accesso ai social media a livello dell'UE, sebbene diverse leggi dell'UE siano rilevanti in questo contesto (ad esempio il GDPR, la legge sui servizi digitali, ecc.). 

🔹 Come affrontano gli Stati membri dell'UE l'accesso dei minori ai social media? Nella maggior parte dei paesi dell'UE, le iniziative volte a fissare un'età minima per l'accesso ai social media sono ancora in fase embrionale. Le norme nazionali variano in termini di età minima proposta, terminologia utilizzata e portata delle restrizioni imposte. Tuttavia, ciò rischia di portare a un panorama normativo frammentato all'interno dell'UE. 

🔹 Cosa sta facendo l'UE per affrontare questa situazione?
Per evitare tale frammentazione delle leggi, diversi Stati membri e il Parlamento europeo hanno chiesto di valutare un approccio comune a livello UE, compresa l'introduzione di un'età minima a livello UE per i social media o di un'età di maggiore età digitale più ampia. La Commissione europea ha istituito un gruppo di esperti sulla sicurezza dei minori online per fornire consulenza su questo tema. Sta inoltre portando avanti i lavori su un quadro armonizzato per la verifica dell'età. 

🔹 Quali sono le prospettive per la protezione dei minori online?
È improbabile che i limiti di età da soli siano sufficienti a garantire la sicurezza dei minori online. La loro efficacia dipende non solo dalla disponibilità di meccanismi di verifica dell'età solidi, sicuri, rispettosi della privacy e proporzionati, ma anche dal fatto che i minori e i genitori comprendano e accettino la necessità dei limiti di età e abbiano fiducia nei metodi di verifica proposti. Potrebbero essere necessarie misure più ampie per affrontare sia le caratteristiche di progettazione che creano dipendenza sia le pratiche che sfruttano le vulnerabilità dei minori a fini commerciali. 

📋 Dai un'occhiata alla nostra tabella che elenca gli Stati membri dell'UE che propongono o stanno valutando l'introduzione di un'età minima per la creazione di un account sui social media 
⤵️ 🔎 Leggi il nostro briefing che analizza il dibattito sulla definizione di un'età minima per i social media: collegamento
 


 

Lanciata la piattaforma dell'UE per aiutare gli innovatori e le start-up in cerca di finanziamenti

Questa settimana è stata lanciata una nuova piattaforma dell'UE progettata per sostenere gli innovatori e le start-up in tutta Europa

Un punto di accesso centrale, la piattaforma dell'UE per l'innovazione, aiuterà gli innovatori in cerca di sostegno ad avvicinare le loro idee al mercato collegandole ai pertinenti servizi disponibili o agli inviti a presentare proposte di finanziamento. (...)

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