Una migliore integrazione dei gruppi sottorappresentati — come le
donne, gli anziani, i migranti e le persone con disabilità — nel mercato
del lavoro può contribuire ad attenuare le carenze di competenze e di
manodopera e a compensare i cambiamenti demografici che rischiano di
ridurre la forza lavoro dell'UE fino a 18 milioni entro il 2050.
La relazione della Commissione sull'occupazione e gli sviluppi sociali in Europa (ESDE) per il 2025 evidenzia che un quinto della popolazione in età lavorativa, circa 51 milioni di persone, si trova attualmente al di fuori del mercato del lavoro dell'UE, con donne, persone di età compresa tra 55 e 64 anni, migranti e persone con disabilità che costituiscono la stragrande maggioranza.
Facilitare l'accesso al mercato del lavoro
contribuirebbe anche a raggiungere l'obiettivo dell'UE di un tasso di
occupazione del 78 % per il 2030.
Allo stesso tempo, migliorerebbe la
coesione sociale e sosterrebbe l'obiettivo di riduzione della povertà
dell'UE per il 2030. (...)

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