(...) Il Rapporto Monti propone una nuova strategia per difendere il mercato unico dai rischi di nazionalismo economico, per estenderlo ai nuovi settori fondamentali per la crescita economica dell'Europa e per costruire un consenso intorno ad esso, consenso che sembra piuttosto appannato in questa fase storica.
L'impopolarità del mercato (allergia al mercato, come è stata definita da un recente intervento della Presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia) nasce dalla difficoltà di accettare i cambiamenti, le perdite di rendite e posizioni che derivano inevitabilmente dalle nuove regole: storicamente è stato sempre così, ma certo la crisi mondiale, che si è drammaticamente riversata sulle economie europee, ha acuito queste resistenze in un momento in cui vi è stata la tentazione da parte dei singoli stati del "si salvi che può".
I fatti dimostrano, invece, che la crisi si supera e lo sviluppo ritorna solo se la risposta è unitaria e coordinata, a livello internazionale, certamente, ma anche e soprattutto a livello dell'Unione Europea.
Così come per arginare l’emergenza e la recessione sono state prese importanti iniziative a livello dell'UE nel campo finanziario e sono stati varati piani di ripresa economica e di sostegno al reddito di famiglie ed imprese, così ora per rilanciare lo sviluppo è necessario ripartire proprio dal mercato unico. (...)

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