NEWS N. 23447 Fonte: APRE del 14-01-2011
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L’UE sostiene le donne che vogliono mettersi in proprio
In tutta Europa gli uomini che gestiscono la propria attività commerciale o che dirigono una società sono di gran lunga più numerosi delle donne.Gli ultimi dati comunicati dalla CE (agosto 2010) mostrano che le donne rappresentano il 30% dei lavoratori autonomi dell'UE; ciò sta a indicare che le potenzialità per avere un maggior numero di imprese gestite da donne sono enormi e vanno valorizzate e che le donne sono più riluttanti a diventare imprenditrici.
L'ostacolo maggiore incontrato dalle donne nello svolgere la loro attività imprenditoriale è senza dubbio l'accesso al credito. Le imprenditrici costituiscono circa l'8 % della forza lavoro femminile, rispetto al 16 % degli uomini, e spesso hanno maggiori difficoltà di accesso al credito, per iniziare o ampliare le loro piccole imprese. Stime recenti indicano che gli uomini hanno una probabilità tre volte superiore di intraprendere un lavoro autonomo dotandosi di un proprio gruppo di lavoro.
In questo contesto nel 2009 la Commissione Europea ha contribuito alla creazione della Rete Europea di Ambasciatori dell'Imprenditoria Femminile il cui obiettivo è ricorrere a imprenditrici di successo per propagandare tra le donne l'idea di creare una propria azienda. La seconda fase della Rete europea di ambasciatori dell'Imprenditoria femminile è stata inaugurata nell'ambito di un evento di sensibilizzazione e di costituzione di reti organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalla presidenza belga del Consiglio Europeo.
Attraverso il Fondo Sociale Europeo inoltre, le donne possono accedere ad un piano di formazione specializzata e di tutoraggio. L'UE ha anche aperto un portale dell'imprenditorialità femminile Women's Entrepreneurship Portal, incoraggiando il lavoro in rete delle imprenditrici tra e negli Stati membri.
Dagli studi è emerso che le donne in generale creano imprese più piccole ma relativamente più stabili.
Esse sono inoltre ritenute più prudenti degli uomini e hanno una maggiore consapevolezza dei rischi di fallimento. Di conseguenza, le donne spesso investono pienamente nell'attività imprenditoriale dopo un prolungato periodo di prova.
Gli ambasciatori UE dell'imprenditoria femminile aiutano le donne a superare i loro dubbi e, raccontando le loro esperienze personali, si adoperano per incoraggiarle e ispirarle a diventare imprenditrici.
Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, ha affermato: "L'Europa ha bisogno delle sue piccole imprese. Il sostegno all'imprenditorialità femminile è essenziale per stimolare la crescita, poiché le potenzialità imprenditoriali delle donne non sono state ancora pienamente valorizzate. La nostra iniziativa svolgerà un ruolo importante per incoraggiare le donne a fare il grande salto e ad avviare una propria impresa, a tutto vantaggio per loro e per una ripresa economica sostenibile."


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