Questa edizione di ECA Insights esamina i recenti lavori di audit relativi alla proposta di programma sul mercato unico e sulle dogane, alla sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche e agli sforzi volti a contrastare i regimi fiscali dannosi e l’elusione fiscale delle imprese.
Affronta inoltre il tema dei prossimi audit sulle misure commerciali restrittive e sugli strumenti di difesa commerciale dell’UE.
Il mercato unico dell’UE, l’unione doganale e il quadro fiscale sono alla base della libera circolazione di merci, capitali e servizi, contribuendo al contempo a tutelare la concorrenza leale e gli interessi finanziari dell’Unione europea. Questa edizione di ECA Insights esamina i recenti lavori di audit relativi alla proposta di programma per il mercato unico e le dogane, alla sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche e agli sforzi volti a contrastare i regimi fiscali dannosi e l’elusione fiscale delle imprese. Si sofferma inoltre sui prossimi audit relativi alle misure commerciali restrittive e agli strumenti di difesa commerciale dell’UE.
Risultati delle recenti attività di audit
Il nostro recente lavoro riguarda la progettazione del futuro quadro di finanziamento dell’UE per il mercato unico e le dogane, la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche e le misure volte a contrastare le pratiche fiscali dannose e l’elusione fiscale delle imprese.
Parere 08/2026: Programma per il mercato unico e le dogane per il periodo 2028-2034. Pubblicato nel febbraio 2026, questo parere su un nuovo programma unificato per il mercato unico e le dogane fa parte del pacchetto legislativo della Commissione europea relativo al prossimo bilancio a lungo termine dell’UE: il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034.Secondo la proposta, il programma dovrebbe riunire cinque strumenti UE esistenti in un unico quadro giuridico: parti dell’ex programma per il mercato unico, del programma doganale, dello strumento per le attrezzature di controllo doganale, del programma «Fiscalis» e del programma antifrode dell’Unione. Questo consolidamento mira a rispondere alla frammentazione dell’attuale panorama dei finanziamenti a sostegno del mercato unico, dell’unione doganale, della cooperazione fiscale, del coordinamento antifrode e delle statistiche europee.
Il bilancio previsto è di 6,2 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, ovvero circa lo 0,31 % del nuovo QFP previsto, pari a quasi 2.000 miliardi di euro. Ciò rappresenta un aumento sostanziale rispetto alle parti corrispondenti dei cinque programmi precedenti. Le osservazioni dei revisori mirano a garantire che il futuro programma promuova una sana gestione finanziaria e apporti un chiaro valore aggiunto europeo alla libera circolazione di merci, capitali e servizi nell’UE.
Relazione speciale n. 04/2026: Materie prime critiche per la transizione energetica. Per una transizione energetica di successo, l’UE necessita di quantità crescenti di materie prime critiche. In questo audit abbiamo valutato le misure volte a garantirne l’approvvigionamento, quali la diversificazione delle importazioni, l’aumento della produzione interna e il miglioramento della gestione delle risorse. Abbiamo riscontrato che l’UE deve affrontare una serie di sfide. Sebbene la legislazione definisca un orientamento strategico, i suoi obiettivi non sono sufficientemente giustificati. La diversificazione delle importazioni non ha prodotto risultati tangibili e le strozzature ostacolano la produzione e il riciclaggio. Nonostante l’accelerazione delle procedure di autorizzazione, molti progetti strategici avranno difficoltà a garantire l’approvvigionamento entro il 2030.
Abbiamo raccomandato alla Commissione europea di rafforzare le basi della politica dell’UE in materia di materie prime, garantire che gli sforzi di diversificazione portino a un approvvigionamento più sicuro, affrontare le strozzature finanziarie, fare un uso migliore della gestione sostenibile delle risorse e aumentare il valore aggiunto dei progetti strategici.
uttavia, abbiamo individuato carenze nell’attuazione delle norme e rilevato l’assenza di un quadro comune di monitoraggio dei risultati a livello dell’UE e nazionale. Abbiamo formulato raccomandazioni volte a migliorare la supervisione da parte della Commissione e a colmare le lacune esistenti, aiutandola così ad affrontare tali pratiche fiscali dannose e a fornire un maggiore sostegno agli Stati membri per garantire un’applicazione coerente della legislazione.
Cosa abbiamo in cantiere?
In prospettiva, i nostri revisori stanno esaminando il ricorso da parte dell’UE a misure commerciali restrittive (note anche come sanzioni commerciali) e l’efficacia dei suoi strumenti di difesa commerciale nel proteggere il mercato interno dal commercio internazionale sleale.
Misure commerciali restrittive. Le misure restrittive costituiscono uno strumento essenziale che consente all’UE di intervenire per prevenire conflitti o affrontare crisi emergenti o in corso. Esse rientrano nella Politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE. Uno degli obiettivi di questa politica è rendere insostenibile la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. A tal fine, l’UE ha utilizzato misure restrittive per esercitare pressione sulla Federazione Russa e sugli attori di paesi terzi che sostengono la guerra (come la Bielorussia, l’Iran o la Corea del Nord), riducendo così la capacità della Russia di condurre la guerra contro l’Ucraina. I risultati di questo audit sono attesi per la fine del 2026.
Strumenti di difesa commerciale nell’UE. Un sistema di difesa commerciale dell’UE ben funzionante è essenziale per garantire che il mercato interno rimanga equo, resiliente e sostenibile. L’UE è uno dei blocchi commerciali più aperti al mondo, ma l’apertura funziona solo se accompagnata da misure di salvaguardia efficaci. L’UE applica in modo efficace i propri strumenti di difesa commerciale e le altre contromisure per proteggere il mercato interno dal commercio internazionale sleale? Scopritelo nella nostra relazione speciale prevista per la seconda metà del 2027.
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