(...) Il mercato unico rappresenta un successo dell'Unione ma persistono ancora barriere agli scambi transfrontalieri; la maggior parte di esse deriva dalle differenze tra i diritti dei contratti dei 27 Stati membri, che rendono complesso e costoso vendere all'estero, soprattutto per le piccole imprese. Scoraggiati dagli ostacoli posti dal diritto dei contratti, i professionisti rinunciano ogni anno a un business transfrontaliero di almeno 26 miliardi di euro. Parallelamente, 500 milioni di consumatori europei perdono la possibilità di accedere a una maggior scelta a prezzi inferiori, essendo poche le imprese che offrono i loro prodotti all'estero, soprattutto nei mercati nazionali più piccoli.
Oggi la Commissione europea propone un diritto comune europeo della vendita facoltativo che contribuirà ad abbattere tali barriere, garantendo ai consumatori più scelta e un livello più elevato di tutela, e agevolando gli scambi grazie a un corpus unico di norme applicabili ai contratti transfrontalieri in tutti i 27 paesi dell’Unione. Così, nell’ipotesi che un’impresa offra i propri prodotti nell’ambito del diritto comune europeo della vendita, il consumatore avrà la possibilità di concludere, con un semplice click, un contratto europeo di facile applicazione che per giunta gli offre un grado di tutela elevato. La proposta della Commissione deve ora essere approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, che aveva già manifestato il suo forte sostegno in una votazione agli inizi di quest’anno (IP/11/683).
"Il diritto comune europeo della vendita facoltativo contribuirà a rilanciare il mercato unico, motore della crescita economica dell’Europa. Offrirà alle imprese uno strumento facile ed economico per espandere le loro attività in nuovi mercati europei e nel contempo garantirà ai consumatori l'accesso a offerte migliori e un livello più elevato di protezione", ha dichiarato la Vicepresidente Reding, Commissaria europea per la Giustizia. "Anziché accantonare i diritti nazionali, la Commissione europea oggi adotta un approccio innovativo basato sulla libera scelta, sulla sussidiarietà e sulla concorrenza".
Oggi la Commissione europea propone un diritto comune europeo della vendita facoltativo che contribuirà ad abbattere tali barriere, garantendo ai consumatori più scelta e un livello più elevato di tutela, e agevolando gli scambi grazie a un corpus unico di norme applicabili ai contratti transfrontalieri in tutti i 27 paesi dell’Unione. Così, nell’ipotesi che un’impresa offra i propri prodotti nell’ambito del diritto comune europeo della vendita, il consumatore avrà la possibilità di concludere, con un semplice click, un contratto europeo di facile applicazione che per giunta gli offre un grado di tutela elevato. La proposta della Commissione deve ora essere approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, che aveva già manifestato il suo forte sostegno in una votazione agli inizi di quest’anno (IP/11/683).
"Il diritto comune europeo della vendita facoltativo contribuirà a rilanciare il mercato unico, motore della crescita economica dell’Europa. Offrirà alle imprese uno strumento facile ed economico per espandere le loro attività in nuovi mercati europei e nel contempo garantirà ai consumatori l'accesso a offerte migliori e un livello più elevato di protezione", ha dichiarato la Vicepresidente Reding, Commissaria europea per la Giustizia. "Anziché accantonare i diritti nazionali, la Commissione europea oggi adotta un approccio innovativo basato sulla libera scelta, sulla sussidiarietà e sulla concorrenza".
Il diritto comune europeo della vendita elimina le barriere e massimizza i benefici per i consumatori e le imprese. (...)
cfr. anche: Un diritto comune europeo della vendita facoltativo: le domande più frequenti (FAQ)
cfr. anche: Un diritto comune europeo della vendita facoltativo: le domande più frequenti (FAQ)


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